Art Waiting Room è un contenitore di stimoli per cambiare l’esperienza dell’attesa in Lago.
All’interno della sala d’aspetto, giovani artisti reinterpretano in forme sempre differenti i contenuti dell’attesa.
è un progetto in collaborazione con la Fondazione March.

Art Waiting Room ospita “Il tempo è il luogo” di Anna Scalfi Eghenter.
Inaugurazione giovedì 28 aprile 2011
Villa del Conte (PD)
ritrovo Stazione Ferroviaria ore 1730
arrivo Art Waiting Room – LAGO SpA ore 19
A cura di Giulia d’Amaro Valle e Silvia Ferri de Lazara con Diego Paccagnella, all’interno del progetto A future love story – un distretto industriale evoluto. LAGO e Zona Industriale Villa del Conte, in collaborazione con il Comune di Villa del Conte e la Federazione dei Comuni del Camposampierese.
IL PROGETTO:
Identità, mobilità, sviluppo, servizi condivisi sono i temi che l’artista Anna Scalfi Eghenter, chiamata da LAGO e fondazione march, affronta per proporre una visione nuova dei luoghi pubblici e delle zone industriali, partendo dall’analisi di tutte le caratteristiche della zona industriale di Villa del Conte e dei Comuni del Camposampierese, e concentrandosi in un primo momento sul viaggio dei
pendolari di tutte le aziende della area. Per ritrasformare luoghi deputati al lavoro e al mero passaggio in luoghi di partecipazione e di condivisione del vissuto.
Il titolo Il tempo è il luogo vuole così favorire una riflessione e presa di coscienza dei fruitori dell’area industriale sui punti critici della mobilità della zona e proporre strategie creative che possano diventare nuove abitudini e che stimolino le relazioni tra le aziende.
L’indagine sui trasporti (tratte e orari di treno e bus, parcheggi, progetti metropolitana di superficie) e sulle modalità, abitudini, orari e motivazioni di chi a Villa del Conte lavora, abita e chi viene da fuori, genera una serie di interventi artistici mirati – Workstation (laboratorio dell’artista), Time Ticket (biglietto dove la destinazione è il tempo e non il luogo), Usucapio (sedili FS dedicati ai pendolari), Born to Be Stolen (biciclette fluo con istruzioni per il furto), Fairway (campo di industrial golf realizzato tra le aziende), Mapcase (libreria-archivio a forma della mappa di Villa del Conte).
Art&Co 2011 – Festival delle Città Impresa (27 aprile – 1 maggio 2011) costituisce il primo step di un progetto più ampio che vuole creare un “caso di studio” per un distretto industriale evoluto, in cui LAGO si fa attivatore di una collaborazione tra le aziende della zona artigianale e industriale di Villa del Conte.
La zona industriale di Villa del Conte diventa così un distretto industriale evoluto – non nell’accezione propria del termine che delinea un’entità socioeconomica costituita da un insieme di imprese di uno stesso settore produttivo localizzato in un’area circoscritta, tra le quali vi è collaborazione ma anche concorrenza – ma nel senso di un luogo costituito da un insieme di imprese di diversi settori produttivi che condividono servizi, visioni e punti di aggregazione.
A partire dal mese di maggio gli sviluppi futuri saranno raccontati in Art Waiting Room, sala d’attesa LAGO dedicata alle mostre in collaborazione con fondazione march.
L’ARTISTA:
Anna Scalfi Eghenter, nata a Trento nel 1965, vive l’arte come frame sovversivo i confini dell’agire concesso. L’intero processo organizzativo dei suoi progetti rientra in una prospettiva analitica dei meccanismi di negoziazione tra arte e società civile. Artista indipendente, interviene con progetti site-specific in grado di innescare dinamiche partecipative oltre l’ambito strettamente artistico, su temi come l’economia, l’ambiente, vita quotidiana e l’abitare.
Attualmente lavora a Londra dove porta avanti il progetto “From inside (I like the system)”, un programma di PhD al the Essex Business School. La sua ricerca riflette una formazione interdisciplinare all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milan), l’Accademia d’Arte Drammatica S. D’Amico (Roma), la Facoltà di Sociologia a Trento. I lavori della Scalfi Eghenter sono stati presentati
alla Fondazione Pistoletto a Biella (2010), Fondazione Galleria Civica di Trento (2009), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino (2008), MART-Museum of Modern and Contemporary Art a Rovereto (2007), così come a Manifesta7-Parallel Events (2008).
www.annascalfi.com
GLI ATTORI:
LAGO
fondazione march per l’arte contemporanea
Comune di Villa del Conte
Federazione dei Comuni del Camposampierese
Festival delle Città Impresa
Hanno collaborato:
Berti Silvano
Berti Pavimenti
CCE
Due Erre
studiodz
Favarin
Filmop
nova-plast
Off Carr
Securo

IL TEMPO E’ IL LUOGO
di Anna Scalfi Eghenter
L’area del distretto industriale di Villa del Conte. Venti minuti da Bassano, trentacinque da Padova, un’ora da Venezia. Subito dopo la ferrovia, la rete delle aziende che si sovrappone alla traccia del graticolato romano. Scorrono gli stabilimenti distribuiti lungo lo stradone e le file di post-it delle schede di produzione. La stessa necessaria sequenza che segna processo. O forse processo che segna necessità. Il ciclo di produzione industriale che informa del proprio linguaggio obbligato, monitorato, certo. Solidità di edifici e programmi, mura e tabelle, volumi. Lo spazio dove contestualizzare l’azione è il “tempo”, organizzato o abbandonato, dentro l’azienda o fuori, per raggiungere le sedi e ottenere il prodotto. Lo spostamento organizzato di chi ci lavora e la sezione spianata delle sequenze produttive. Chi fa cosa e quando, come ci arriva e dove.
Time Ticket. Un biglietto dove la destinazione è il tempo e non il luogo. La meta è nel periodo che si desidera destinare al viaggio. In un biglietto sul quale appare la durata. Veicoli e coincidenze sono variabili. I costi conseguenti. Dipende dalla velocità dei mezzi di trasporto che consentono di raggiungere un pretesto spaziale. Può essere un volo di migliaia di chilometri magari equivalente al tempo di quattro treni locali nella provincia adiacente. La meta è nel percorso, la destinazione cercata nel tragitto. Una mappa uniformata al tempo che ci si concede per attraversarla. Una percorrenza. Sul valore del tempo disponibile, liberato, sciolto. Affrancato dalla sua funzione.
Usucapio. Nella vettura del treno locale una poltrona viene dedicata a chi ne ha già il possesso, in quanto pendolare quotidiano praticante. Un posto riservato con la cortesia di un ospite riconoscente al suo affezionato cliente utilizzando i materiali propri della sicurezza e della manutenzione. Un copri posto di tessuto fluorescente arancione, con stampato il nome e cognome di un lavoratore normalmente in viaggio su quella tratta. Posto di Nome e Cognome, La ringraziamo per averci onorato anche questa mattina delle sua fiducia. L’azienda di trasporti assurge a ruolo di ospite attento e al fruitore viene riconosciuto il valore di acquirente volontario di un servizio, garantito da un contratto di viaggio.
Born to Be Stolen. Delle biciclette sono quotidianamente messe a disposizione dei pendolari nel parcheggio della stazione ferroviaria. Le componenti del telaio che solitamente vengono rubate appaiono dipinte di vernice gialla fluorescente. Visibili anche di notte nel buio. Le istruzioni per il furto schematizzate in una targhetta allegata. Un deterrente. La certezza che si auto sconfessa. Relitti dei passati furti di biciclette vengono prelevati come prototipi di reperto. L’eventuale futuro ladro diventa parte del gesto.
Fairway. Un campo da golf sul distretto industriale. Fuori da ogni azienda partecipante il rispettivo logo è reso bandiera di un punto da segnare. L’estensione del territorio industriale, organizzata in un tragitto per raggiungere le varie aziende, diventa il circuito di buche del campo da golf, fruibile dal pubblico con l’aiuto di un istruttore che fornisce la sacca delle mazze e assistenza di gioco. La componente di mobilità funzionale della routine quotidiana viene sovrapposta a una logica di uso dello spazio come campo da gioco, nella gestione di una pratica condivisa. Mutuato dall’Urban golf, diventa Industrial golf, dove nel teatro del campo da gioco è incluso il contesto dello spazio pubblico cittadino. Cemento e sterrato, qualche tappeto di prato vicino ai cancelli. Palline morbide compatibili con l’ambiente.
Work Station. Nello spazio intermedio tra l’azienda e il territorio, tra attesa e lavoro – all’ingresso -, una stazione di lavoro che mutua dagli uffici tabelle e scrivanie, materiali e processi. Il progetto artistico tradotto nelle modalità aziendali si manifesta complesso, articolato, vasto, in virtù della sua esposizione contestualizzata. L’interfaccia organizzativo dei processi produttivi reifica tempo di lavoro, progettualità e gestione di risorse. Recupero di artefatti, mappe, reperti. Conversione di fasi e compiti nelle modalità riconoscibili per rendersi condivisibili, e ammesse nella loro qualifica di lavoro, in quanto produzione di lavoro artistico. Il reparto prosegue dentro l’ingresso, o è l’ingresso che si estende dentro il reparto. L’azienda si rende promotore di ricerca, senza il pregiudizio dell’arte, senza il pregiudizio del prodotto. Un cantiere aperto in ascolto del territorio.
Mapcase. Una tautologia spaziale. Una mensola che riproduce la trama della mappa del luogo nel quale è allestita, vincolata nell’uso a questa sua consistenza concettuale, di cui è supporto esclusivo. La mappa di Villa del Conte sulla parete interna dell’edificio a Villa del Conte. All’interno della elaborazione di processo, viene sviluppata l’idea di un artefatto che traduca il passaggio del progetto artistico nel linguaggio e nella tipicità del prodotto dell’azienda coinvolta. La ricerca sulla costruzione della mappa territoriale come supporto di contenuti viene visualizzata in una Mapcase che è previsto sia disegnata sempre sulla base della mappa del luogo dove è installata. Solo nei luoghi deputati all’arte può essere installata una mappa non corrispondente alla mappa della città ospite, in quanto luoghi di un’altra giurisdizione organizzativa. A seconda della forma potranno sostenere oggetti diversi, con difficoltà nelle traiettorie verticali e oblique della mappa. Un arredo non funzionale.
AVANZAMENTO LAVORI:




